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Nato a Orio Litta (Milano) nel 1946, da madre milanese e padre piemontese. Laureato in architettura presso il Politecnico di Milano, vive a Bergamo e lavora nello studio di via S.V. Gerosa 16. Suo maestro il fratello della nonna materna, Giuseppe Giusti (Genova 1895 – Brescia 1983), pittore miniaturista, ritrattista, paesaggista e decoratore di vetrate di chiese, il quale, insieme con la passione per l’arte, gli ha trasmesso i rudimenti iniziali di disegno e pittura, seguendolo nei suoi primi passi con preziosi insegnamenti.

Dall’età di quindici/sedici anni Sergio Alessio manifesta la sua arte dapprima negli spazi studenteschi, affermandosi in numerosi concorsi, successivamente ottenendo riconoscimenti in mostre personali, collettive ed eventi nazionali e internazionali.

Ha da sempre creduto nelle grandi potenzialità del segno elaborando in anni di meticoloso perfezionamento un lessico grafico personalissimo ed intimo che si visualizza in opere nelle quali emergono “… calibratissime sovrapposizioni di trasparenze, vellutate tessiture di segni … un iridescente gioco di variazioni e di intrecci, in cui, come in una visione sognata e paradossale, lucidità e assurdo ammiccano insieme” (Francesca Buonincontri).

La meticolosità quasi ossessiva dei segni non è fine a sé stessa, ma è il lavoro “… di chi vuole esaltare il significato del particolare e la necessità della sua presenza … Il segno, pur sempre attento, si libera dallo schematismo definito per abbracciare uno spazio più ampio che potrebbe anche oltrepassare il limite nel quale è contenuto. È un desiderio di evasione, se vogliamo, ma comunque mai al di fuori di un ordine mentale che Alessio dimostra ben evidente e chiaro.” (Lino Lazzari).

I suoi disegni, che sono scrittura intima e poetica, si caratterizzano per l'intrecio fittissimo dei tratti stesi con inchiostri nero china e bruciato seppia: il primo inchiostro è un memento dell'infanzia negli anni cinquanta; il secondo (derivante da residui della combustione e prodotto dell'artista) è il ricordo combusto del tempo bruciato dalla vita. Dopo le esperienze degli anni '70, '80, '90 con i Percorsi, i Rami, i Borghi, le Orditure, ecc., recentemente Alessio sta lavorando alle Siepi, ai Percorsi vegetali, agli Steccati, ai Recinti, alle Cartoline. Queste ultime sono una serie di raffinati disegni da meditazione, di elaborazioni grafiche a inchiostro di china (tutte della stessa dimensione calibrata di cm 18 x 18) chiamate dall'artista, con termine postale, Cartoline, opere a improntavedutista/figurativista; sono una raccolta grafica di emozioni che Alessio coglie e custodisce di questi lavori, che nascono dalla poetica delle situazioni ambientali particolari di alcuni luoghi.