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Piero Ferrini
Incomunicabilità è la parola chiave per comprendere le opere di questo artista. Letteralmente risucchiati dentro vortici di informazioni (simboleggiati dai grandi tubi metallici in fotografia) gli esseri umani arrivano a dimenticare le basi della comunicazione.

Lo stadio finale di questo tormentato processo degenerativo è la mancanza totale di concetto e di parola. In fondo ai tubi delle maschere bianche lanciano messaggi vuoti, senza significato. Occhi e bocche sono spenti e fanno fuoriuscire striscie di carta senza scritte.

La visione di Piero Ferrini è decisamente apocalittica, non dà adito a speranze che possano in qualche modo mitigare il clima fortemente polemico dell’opera. L’artista fa nascere la sua ricerca da esperienze autobiografiche legate all’incomunicabilità vissuta in famiglia. Il luogo deputato allo scambio di affetto e di attenzioni, diventa la prima palestra per imparare a comprendere quanto sia difficile comunicare tra le persone. Spesso, rompendo ogni incantesimo, la famiglia diventa addirittura un microinferno in cui si concentrano vizi e cancrene della società contemporanea.

Da qui Ferrini decide di estendere a tutto il sistema mediatico la propria denuncia. Il disinteresse nei confronti del prossimo, nasce dalla continua attenzione che i media richiedono su se stessi. L’artista fa iniziare l’opera “End” dall’azione compiuta sul sito www.myminutes.org in cui vengono messi a disposizione degli internauti i minuti che servono a comporre un anno solare, allo scopo di formare un diario collettivo di tutta l’umanità appartenente al 2008.

In data 15 febbraio alle ore 18.00 parte quindi il work in progress “End” che si sviluppa con installazioni, fotografie e video e che si concluderà con un’ulteriore azione, prevista per il mese di novembre, sempre sullo stesso sito di partenza.

Cristina Guerra - dalla rivista Art&trA "La fotografia: l'arte nel mirino" - agosto/settembre 2008

Sito ufficiale
http://www.myspace.com/pieroferrini